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Demons

Demons

by Fyodor Dostoevsky
Alternate Cover Edition ISBN 06797345110679734511. (ISBN13: 9780679734512)

Inspired by the true story of a political murder that horrified Russians in 1869, Fyodor Dostoevsky conceived of Demons as a "novel-pamphlet" in which he would say everything about the plague of materialist ideology that he saw infecting his native land. What emerged was a prophetic and ferociously funny masterpiece of ideology and murder in pre-revolutionary Russia.
Paperback, 733 pages

Published August 1st 1995 by Vintage (first published 1872)

Book Quotes
— Ma bonne amie!.. — слабо крикнул он ей навстречу. — Вы одни, я рада: терпеть не могу ваших друзей! Как вы всегда накурите; Господи, что́ за воздух! Вы и чай не допили, а на дворе двенадцатый час! Ваше блаженство — беспорядок! Ваше наслаждение — сор! Что́ это за разорванные бумажки на полу? Настасья, Настасья! Что́ делает ваша Настасья? Отвори, матушка, окна, форточки, двери, всё настежь. А мы в залу пойдёмте; я к вам за делом. Да подмети ты хоть раз в жизни, матушка! — Сорят-с! — раздражительно-жалобным голоском пропищала Настасья. — А ты мети, пятнадцать раз в день мети! Дрянная у вас зала (когда вышли в залу). Затворите крепче двери, она станет подслушивать. Непременно надо обои переменить. Я ведь вам присылала обойщика с образчиками, что же вы не выбрали? Садитесь и слушайте. Садитесь же, наконец, прошу вас. Куда же вы? Куда же вы? Куда же вы!
¿Me dice usted que yo reduzco a Dios a un atributo de la nacionalidad? —exclamó Shatov—. Al contrario, levanto el pueblo hasta Dios. ¿Es que no ha sido siempre así? El pueblo es el cuerpo de Dios. Un pueblo es pueblo sólo mientras tiene su propio Dios individual y excluye a todos los demás dioses del mundo, sin admitir reconciliación alguna; mientras cree que su Dios vencerá y expulsará del mundo a todos los demás dioses. Así han creído todos los pueblos desde el principio de los siglos, todos los grandes pueblos al menos, todos los que se han destacado por algo, todos los que se han mantenido a la cabeza de la humanidad. No vale la pena ir en contra de los hechos. Los judíos vivieron sólo para esperar al verdadero Dios y legaron al mundo al verdadero Dios. Los griegos divinizaron la naturaleza y dejaron al mundo su religión, esto es, la filosofía y el arte. Roma divinizó al pueblo en el Estado y legó el Estado a los pueblos. Francia, en el curso de su larga historia, fue sólo encarnación y desarrollo de la idea del Dios de Roma, y si acabó por lanzar al abismo a su Dios romano y abrazó el ateísmo, que ahora llaman socialismo, fue sólo porque, a fin de cuentas, el ateísmo es más sano que el catolicismo romano. Si un gran pueblo no cree que la verdad está sólo en él (esto es, sola y exclusivamente en él), si no cree que es el único con la capacidad y misión de resucitar y regenerar a todos por medio de su verdad, se convierte al punto en simple material etnográfico y deja de ser un gran pueblo. Un pueblo de veras grande no puede resignarse a desempeñar un papel de segundo orden en la humanidad, ni siquiera de primer orden, sino sola y exclusivamente el primer papel. Cuando el pueblo pierde esa fe deja ya de ser pueblo. Pero como la verdad es una y, por lo tanto, sólo uno de los pueblos puede tener al Dios verdadero, aun si los demás tienen sus propios dioses, grandes e individuales. El único pueblo «portador de Dios» es el pueblo ruso, y…, y… ¿me tiene usted, Stavrogin, por un tonto tan prudente —de pronto se revolvió con furia— que ni siquiera sé si mis palabras de ahora son los consabidos e insulsos lugares comunes que se trasiegan en los círculos eslavófilos de Moscú, o son, por el contrario, una palabra nueva, la última palabra, la única palabra que lleva a la regeneración y la salvación y…, y…? ¡Qué me importa que se ría usted ahora! ¡Nada me importa que usted no comprenda ni una palabra, ni un sonido…! ¡Oh, cómo detesto su mirada y su sonrisa!
Nessun popolo fino ad ora si è organizzato secondo i principi della scienza e della ragione; non c'è mai stato un simile esempio, se non per un attimo e per stoltezza. [...] La ragione e la scienza hanno sempre adempiuto, ora e fin dal principio dei secoli, una funzione unicamente secondaria e ausiliaria e così sarà fino alla fine dei secoli. I popoli si formano e si muovono con un'altra forza che comanda e domina, ma la cui origine è sconosciuta e inesplicabile. Questa forza è la forza del desiderio inestinguibile di raggiungere la fine e allo stesso tempo negarla. È la forza della continua e incessante affermazione della propria esistenza e della negazione della morte, lo spirito della vita, come dice la Scrittura, "i fiumi di acqua viva" del cui inaridimento tanto minaccia l'Apocalisse. Principio estetico come dicono i filosofi, principio morale, secondo la loro stessa identificazione. "La ricerca di Dio", come la chiamo io più semplicemente. Lo scopo di tutto il movimento popolare, in ogni popolo e in ogni periodo della sua esistenza, è unicamente la ricerca di Dio, del suo Dio, assolutamente proprio, e la fede in lui come nell'unico vero. Dio è la personalità sintetica di tutto un popolo, dalla sua origine alla sua fine. Non è ancora mai accaduto che tutti i popoli o molti di questi avessero un Dio comune, ma sempre ognuno ne ha avuto uno in particolare. È un segno della distruzione della nazionalità quando gli dèi cominciano a diventare comuni. Quando gli dèi diventano comuni, allora muoiono gli dèi e muore la fede in loro, insieme ai popoli stessi. Quanto più forte è un popolo, tanto più particolare è il suo Dio. Non c'è ancora mai stato un popolo senza religione, cioè senza concetto del bene e del male. Ogni popolo ha il suo proprio concetto del bene e del male, e il suo proprio bene e male. Quando molti popoli cominciano ad avere in comune il concetto del bene e del male, i popoli si estinguono, e allora la stessa distinzione fra il bene e il male comincia a scomparire. Mai la ragione è stata in grado di definire il bene e il male e nemmeno di distinguere il bene e il male, sia pure approssimativamente; al contrario, li ha sempre confusi in modo vergognoso e meschino, e la scienza ha offerto soltanto soluzioni brutali." "[...] abbassate Dio a un semplice attributo della nazionalità..." " [...] Al contrario, innalzo il popolo a Dio. Ed è forse mai stato in altro modo? Il popolo è il corpo di Dio. Ogni popolo è popolo solo finché ha un suo Dio particolare, ed esclude tutti gli altri dèi del mondo senza alcuna conciliazione, finché crede che con il suo Dio vincerà e scaccerà dal mondo tutti gli altri dèi. Così hanno creduto tutti fin dal principio dei secoli, tutti i grandi popoli almeno, tutti quelli che in qualche modo si sono distinti, tutti quelli che sono stati a capo dell'umanità. Non si può andare contro i fatti. Gli ebrei vivevano soltanto per aspettare il vero Dio ed hanno lasciato al mondo il vero Dio. I greci divinizzavano la natura e hanno legato al mondo la propria religione, cioè la filosofia e l'arte. Roma ha divinizzato il popolo nello stato e ha legato ai popoli lo Stato. [...] Se un grande popolo non crede che la verità sia in lui solo (proprio in lui solo, ed esclusivamente in lui), se non crede di essere l'unico capace e designato a risuscitare e a salvare tutti con la sua verità, smette immediatamente di essere un grande popolo e si trasforma immediatamente in materiale etnografico e non è più un grande popolo. Un vero grande popolo non può mai rassegnarsi a una parte di secondo ordine nell'umanità e nemmeno a una parte di prim'ordine, ma vuole unicamente ed esclusivamente la parte di protagonista. Chi perde questa fede non è più un popolo. Ma la verità è una sola e quindi un solo popolo può avere il vero Dio, anche se gli altri popoli hanno i loro dèi particolari e grandi." [...] " [...] per fare la salsa con la lepre occorre la lepre, per credere in Dio, occorre Dio".

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