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Fyodor Dostoevsky
Nessun popolo fino ad ora si è organizzato secondo i principi della scienza e della ragione; non c'è mai stato un simile esempio, se non per un attimo e per stoltezza. [...] La ragione e la scienza hanno sempre adempiuto, ora e fin dal principio dei secoli, una funzione unicamente secondaria e ausiliaria e così sarà fino alla fine dei secoli. I popoli si formano e si muovono con un'altra forza che comanda e domina, ma la cui origine è sconosciuta e inesplicabile. Questa forza è la forza del desiderio inestinguibile di raggiungere la fine e allo stesso tempo negarla. È la forza della continua e incessante affermazione della propria esistenza e della negazione della morte, lo spirito della vita, come dice la Scrittura, "i fiumi di acqua viva" del cui inaridimento tanto minaccia l'Apocalisse. Principio estetico come dicono i filosofi, principio morale, secondo la loro stessa identificazione. "La ricerca di Dio", come la chiamo io più semplicemente. Lo scopo di tutto il movimento popolare, in ogni popolo e in ogni periodo della sua esistenza, è unicamente la ricerca di Dio, del suo Dio, assolutamente proprio, e la fede in lui come nell'unico vero. Dio è la personalità sintetica di tutto un popolo, dalla sua origine alla sua fine. Non è ancora mai accaduto che tutti i popoli o molti di questi avessero un Dio comune, ma sempre ognuno ne ha avuto uno in particolare. È un segno della distruzione della nazionalità quando gli dèi cominciano a diventare comuni. Quando gli dèi diventano comuni, allora muoiono gli dèi e muore la fede in loro, insieme ai popoli stessi. Quanto più forte è un popolo, tanto più particolare è il suo Dio. Non c'è ancora mai stato un popolo senza religione, cioè senza concetto del bene e del male. Ogni popolo ha il suo proprio concetto del bene e del male, e il suo proprio bene e male. Quando molti popoli cominciano ad avere in comune il concetto del bene e del male, i popoli si estinguono, e allora la stessa distinzione fra il bene e il male comincia a scomparire. Mai la ragione è stata in grado di definire il bene e il male e nemmeno di distinguere il bene e il male, sia pure approssimativamente; al contrario, li ha sempre confusi in modo vergognoso e meschino, e la scienza ha offerto soltanto soluzioni brutali." "[...] abbassate Dio a un semplice attributo della nazionalità..." " [...] Al contrario, innalzo il popolo a Dio. Ed è forse mai stato in altro modo? Il popolo è il corpo di Dio. Ogni popolo è popolo solo finché ha un suo Dio particolare, ed esclude tutti gli altri dèi del mondo senza alcuna conciliazione, finché crede che con il suo Dio vincerà e scaccerà dal mondo tutti gli altri dèi. Così hanno creduto tutti fin dal principio dei secoli, tutti i grandi popoli almeno, tutti quelli che in qualche modo si sono distinti, tutti quelli che sono stati a capo dell'umanità. Non si può andare contro i fatti. Gli ebrei vivevano soltanto per aspettare il vero Dio ed hanno lasciato al mondo il vero Dio. I greci divinizzavano la natura e hanno legato al mondo la propria religione, cioè la filosofia e l'arte. Roma ha divinizzato il popolo nello stato e ha legato ai popoli lo Stato. [...] Se un grande popolo non crede che la verità sia in lui solo (proprio in lui solo, ed esclusivamente in lui), se non crede di essere l'unico capace e designato a risuscitare e a salvare tutti con la sua verità, smette immediatamente di essere un grande popolo e si trasforma immediatamente in materiale etnografico e non è più un grande popolo. Un vero grande popolo non può mai rassegnarsi a una parte di secondo ordine nell'umanità e nemmeno a una parte di prim'ordine, ma vuole unicamente ed esclusivamente la parte di protagonista. Chi perde questa fede non è più un popolo. Ma la verità è una sola e quindi un solo popolo può avere il vero Dio, anche se gli altri popoli hanno i loro dèi particolari e grandi." [...] " [...] per fare la salsa con la lepre occorre la lepre, per credere in Dio, occorre Dio".
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