La principessa Irene vive in un castello situato in una verde vallata ai piedi di una montagna. Un giorno di pioggia, mentre si aggira per i corridoi nel tentativo di scacciare la noia, scopre una scala nascosta, che sale fino alla stanza più lontana della torre più alta. Qui avviene l'incontro con la sua trisavola, una specie di fata bellissima e apparentemente senza età che, all'insaputa di tutti, vive lassù in una camera meravigliosa e passa le sue giornate all'arcolaio tessendo fili magici. Nel frattempo Curdie, il giovane figlio di un minatore, mentre è al lavoro nelle viscere della montagna, scopre un diabolico piano dei goblin, le subdole creature che si annidano nel sottosuolo. Rifugiatisi secoli prima in caverne scavate nella roccia per protesta contro le leggi del regno, ora tramano per distruggerlo; non solo, hanno anche intenzione di rapire Irene e darla in sposa al loro principe! Non c'è tempo da perdere, e Curdie si mette subito all'opera per proteggere la principessa, ma, nonostante il suo coraggio e la sua astuzia, avrà bisogno di lei e del dono magico fattole dall'antenata per vanificare le malvagie trame dei goblin.
George MacDonald was a Scottish author, poet, and Christian minister.
Known particularly for his poignant fairy tales and fantasy novels, George MacDonald inspired many authors, such as W. H. Auden, J. R. R. Tolkien, C. S. Lewis, E. Nesbit and Madeleine L'Engle. G. K. Chesterton cited The Princess and the Goblin as a book that had "made a difference to my whole existence."
Even Mark Twain, who initially disliked MacDonald, became friends with him, and there is some evidence that Twain was influenced by MacDonald.
MacDonald grew up influenced by his Congregational Church, with an atmosphere of Calvinism. But MacDonald never felt comfortable with some aspects of Calvinist doctrine; indeed, legend has it that when the doctrine of predestination was first explained to him, he burst into tears (although assured that he was one of the elect). Later novels, such as Robert Falconer and Lilith, show a distaste for the idea that God's electing love is limited to some and denied to others.
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