“E voltandosi mi disse con il suo tono provocante e con la sua faccia quasi sulla mia: "Be'?" "Be', signorina?" risposi, quasi cadendo su di lei, ma fermandomi in tempo. Si fermò a guardarmi e, naturalmente, anch'io la guardai. "Sono bella?" "Sì, credo proprio che lei sia molto bella." "Sono insolente?" "Non quanto lo è stata l'ultima volta" dissi io. "Non come allora?" "No." S'infiammò tutta nel fare l'ultima domanda e, quando le risposi, mi schiaffeggiò con tutta la forza che aveva. "E ora?" domandò. "Volgare mostriciattolo, che cosa ne pensi ora?" "Non glielo posso dire." "Perché certamente lo andrai a dire di sopra, vero?" "No," dissi "non per questo." "Perché non piangi di nuovo, piccolo demonio?" "Perché non piangerò mai più per lei" dissi. Il che, suppongo, fu la più falsa dichiarazione che sia mai stata fatta; perché dentro di me stavo già piangendo per lei, e so quel che so del dolore che lei mi costò in seguito.”
Be the first to react on this!
Gilbert Keith Chesterton was one of the most influential English writers of the 20th century. His prolific and diverse output included journalism, philosophy, poetry, biography, Christian apologetics, fantasy and detective fiction.
Chesterton has been called the "prince of paradox". Time magazine, in a review of a biography of Chesterton, observed of his writing style: "Whenever possible Chesterton made his points with popular sayings, proverbs, allegories—first carefully turning them inside out.