“Molto spesso sentiamo che ci manca qualcosa e proprio ciò che ci manca ci sembra di ritrovarlo in un altro, al quale attribuiamo non solo tutto quello che abbiamo, ma anche una certa ideale felicità. E cosi, questo essere beato, che noi stessi abbiamo creato, è completo e perfetto. Se noi invece, pur con le nostre debolezze e le nostre miserie, pensiamo solo a continuare il nostro lavoro, ci accogiamo subito che con il nostro passo tardo e lento arriviamo più lontano degli altri con tutti i loro remi e il loro vento in poppa - e allora, se restiamo alla pari con gli altri o addirittura passiamo loro davanti, finiamo con l'avere per noi un certo rispetto.”
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Thomas Carlyle was a Scottish satirical writer, essayist, historian and teacher during the Victorian era. He called economics "the dismal science", wrote articles for the Edinburgh Encyclopedia, and became a controversial social commentator.
Coming from a strict Calvinist family, Carlyle was expected by his parents to become a preacher, but while at the University of Edinburgh, he lost his Christian faith. Calvinist values, however, remained with him throughout his life. This combination of a religious temperament with loss of faith in traditional Christianity made Carlyle's work appealing to many Victorians who were grappling with scientific and political changes that threatened the traditional social order.